La Fitoterapia nello Sport

 

Lo sport, inteso come attività fisica in genere, è divenuto al giorno d’oggi più che un hobby, una necessità e una parte integrante del modo di vivere:

·                Chi fa sport come strumento di rilassamento, per combattere lo stress e per scaricare le tensioni accumulate durante la propria giornata

·                Chi necessita di una attività fisica supplementare per mantenere il controllo del proprio peso corporeo o addirittura della propria salute (ad es. i diabetici)

·                Chi fa del modellamento del proprio corpo un vera e propria cultura e dedica ore e sacrifici alla palestra per poter ottenere un fisico scultoreo

·                Chi, più tradizionalmente, pratica una disciplina sportiva che gli richiede ore di allenamento per poter conseguire i risultati voluti.

 

In ogni caso è divenuta sempre maggiore la richiesta di prodotti specifici che agiscano come coadiuvanti favorire il tipo di attività svolto.

Non ci soffermeremo sulla miriade di integratori che la ricerca medico-scientifica ha reso ormai di uso comune (vedi per es. carnitina, creatina, aminoacidi ramificati, proteine di varia provenienza ecc), indicandoli come parte fondamentale della “dieta” dello sportivo, né tantomeno prenderemo in esame prodotti che possano essere dannosi per la salute o dopanti, ma andremo ad esaminare, a seconda delle diverse esigenze di chi pratica attività fisica, quello che la natura, e le piante in particolare, offrono nel contesto del raggiungimento di un ottimale  stato di forma o di salute, ricordando sempre e comunque che l’alimentazione svolge un ruolo basilare e alimentarsi correttamente introducendo carboidrati, proteine e grassi nel giusto rapporto, vitamine e minerali nella giusta quantità,  è un punto imprescindibile per poter godere di buona salute e svolgere proficuamente qualsiasi attività, sia fisica che mentale.

Detto ciò entriamo nel dettaglio della nostra breve trattazione e cominciamo a vedere come e quali piante possono venirci in aiuto:

Se lo scopo primario della nostra attività è quello di perdere peso o quanto meno controllarlo “bruciando” più calorie grazie all’attività fisica supplementare, allora più che di “piante per sportivi”, faremo uso di quelle piante che rientrano nella categoria dei così detti “dimagranti”,

 che a loro volta si suddividono in:

  1. Piante ricche di fibre, che hanno lo scopo di regolarizzare l’intestino, accelerando la velocità di transito del cibo e riducendone così anche l’assorbimento e l’utilizzo da parte dell’organismo (ossia riduciamo la quota calorica introdotta); inoltre  la massa fibrosa , assunta con sufficiente acqua tende a rigonfiarsi già nello stomaco, dando un certo senso di sazietà;

Fra queste piante ricordiamo: baccello di fagiolo, garcinia cambogia,  glucomannano, opuntia, chitosano, psillio cuticola dei semi e la stessa crusca, ossia la parte fibrosa e indigeribile del grano.

  1. piante ad azione drenante e depurativa, ossia in grado di favorire e ottimizzare i processi di eliminazione delle scorie del metabolismo da parte dell’organismo; queste piante sono sempre utili e consigliabili, soprattutto in chi ha tendenza ad avere il colesterolo alto, o tende ad avere ritenzione idrica.

Fra queste ricordiamo : carciofo, tarassaco, bardana, betulla, levistico, cicoria ecc

  1. piante che vengono definite “termogeniche” ossia in grado di promuovere il metabolismo basale: possiamo poi suddividere ancora questa categoria in

a-) piante che apportano iodio e di conseguenza tendono ad aumentare l’attività tiroidea, che a sua volta innalza il metabolismo (ossia si usano più calorie per mantenere la stessa attività); è il caso delle varie alghe marine, in particolare fucus.

b-) piante ricche di principi stimolanti, che tendono ad aumentare l’attività cellulare e quindi anche il fabbisogno e la spesa calorica: ricordiamo ad es. il citrus aurantium e il guaranà;

di quest’ultimo gruppo di piante riparleremo ancora di seguito, perché è quello che generalmente chi fa sport e non soffre di nessun tipo di disturbo cardiovascolare (ricordiamo infatti che questo risulta maggiormente sollecitato e quindi deve essere in perfetta salute) tende ad assumere per favorire la conversione della massa grassa (cuscinetti adiposi, pancetta ecc) in massa magra (tessuto muscolare) –fase di definizione-.

 

Se invece l’attività fisica viene svolta con lo scopo aumentare la propria massa muscolare o la propria fisicità, prima di andare a vedere le piante che possono essere utili in questo caso, bisogna premettere come fondamentali  un allenamento ben seguito da personale specializzato e una alimentazione particolarmente curata, in cui eventualmente si aumentano i livelli di assunzione di proteine di alto valore biologico (ossia contenenti in alta percentuale gli aminoacidi essenziali) da 0,8g/kg di peso corporeo (livello standard), fino 1,2-1,5g/kg (considerando 2g/kg come limite massimo sopra cui generalmente non si ha più un beneficio dall’aumento proteico, ma solo un accumulo di tossine e grasso).

Analizziamo ora una ad una le piante che possono aiutarci nei nostri allenamenti:

·        spirulina polvere: è un’alga di lago, non ricca tanto di iodio, quanto di vitamine, oligoelementi e soprattutto aminoacidi, che risultano fondamentali nel fornire all’organismo un “combustile” pregiato per favorire i vari processi anabolici; la spirulina viene ampiamente utilizzata anche in bambini o ragazzi gracili, o che tendano ad ammalarsi spesso (favorisce la produzione di anticorpi). La dose è attorno ai 2g/die di polvere.

·        Fieno greco: pianta utilizzata fin dai tempi antichi come ricostituente, remineralizzante e rinforzante, grazie alla ricchezza di fattori vitaminici e minerali contenuti; vi si trovano poi fitosteroli a cui si deve un’azione stimolante sull’apparato neuromuscolare e osseo. Se ne assumono 2-4 g/die.

·        Maca : droga derivata da un tubero che nasce sulle Ande, ed è riconosciuto dai popoli locali come un vero toccasana; oltre a contenere principi nutritivi fondamentali (oligoelementi e vitamine), contiene fitosteroli in grado di promuovere all’interno dell’organismo un’attività simile a quella del testosterone (quindi di promuovere la fase anabolica muscolare) senza arrivare ad avere le controindicazioni di una sostanza farmacologicamente pura (ossia il fitocomplesso tende a ridurre la tossicità dei singoli elementi in quanto li cede più lentamente): si consiglia comunque di consultare il medico prima dell’uso in caso di prostatite o di tumori ai testicoli; gli è inoltre riconosciuta un’azione adattogena, che permette di tollerare meglio i carichi di allenamento. La dose dell’estratto secco è di circa 200-400mg/die

·        Tribulus terrestris: pianta ormai conosciutissima nelle palestre, è entrata a far parte dell’uso comune fra chi cerca di aumentare la propria massa muscolare, facendosi la fama di “testosterone naturale”: contiene effettivamente fitosteroli strutturalmente simili all’ormone umano e può favorire i processi anabolici muscolari: tuttavia i risultati ottenuti non sono stati sempre costanti: si passa da chi ne magnifica le proprietà a chi invece ne riferisce come inutile l’assunzione (ossia non ha ottenuto nessun aumento significativo del tessuto muscolare); ciò può essere dovuto:  o a eccessive aspettative da parte dell’utente che può aver trascurato allenamento e alimentazione, che al di là dell’integratore utilizzato, rimangono sempre basilari; o a prodotti non sempre validi (controllare che il prodotto sia costituito da estratto secco di tribulus terrestris titolato al 40% in saponine: dose da 500-1000 mg/die); o a difficoltà soggettive nell’assorbimento dei principi attivi (essendo componenti grassi e quindi non idrosolubili è necessaria la presenza nell’intestino di sali biliari per permetterne una buona solubilizzazione e penetrazione all’interno dell’organismo): è consigliabile l’assunzione dopo il pasto. Come per la maca, vale la raccomandazione di consultare il proprio medico prima dell’uso del prodotto in caso di prostatite o di tumori ai testicoli.

·        Rhaponticum cartamoides: erba siberiana, usata per la sua azione trofica specifica sul muscolo: il principio attivo è sempre un fitosterolo testosterone simile, ma l’azione sembra avere una maggiore selettività proprio a livello muscolare; ne consegue che quest’erba risulta essere un ottimo coadiuvante nel rafforzamento muscolare, esente da rischi o effetti collaterali. L’utilizzo migliore sembra essere quello di preparare il muscolo allo sforzo e migliorarne più che il volume e l’aspetto, la forza e la tolleranza alla fatica (particolarmente valida è risultata un’associazione fra rhodiola, eleuterococco e rhaponticum). Da prendere quindi soprattutto durante periodi di allenamento in preparazione di eventi sportivi.

·        A queste erbe dall’azione più o meno specifica possono aggiungersi adattogeni vari (ginseng, eleuterococco) o energizzanti (guaranà) , per aumentare la tolleranza allo sforzo, all’allenamento e ridurre i tempi di recupero dalla fatica.

Rimane da considerare poi la fascia di coloro che svolgono un’attività sportiva più tradizionale, e quindi si sottopongono ad allenamenti per ottenere un miglioramento delle proprie performances (parliamo di ciclisti, podisti, giocatori di varie discipline ecc).

In questo caso possiamo proporre 2 linee di prodotti:

1)      quelli che presi durante l’allenamento aiutano a reggere meglio il carico della fatica e quindi permettono di raggiungere prima o mantenere più a lungo lo stato di forma;

2)      quelli che presi durante la prestazione permettono di “migliorarla”, stimolando l’organismo a raggiungere i suoi limiti (N.B. : parliamo sempre di sostanze naturali che favoriscano una performance ottimale, non parliamo di farmaci o sostanze dopanti che modifichino la salute e gli equilibri naturali dell’organismo).

 

Le erbe utili nel 1° gruppo sono essenzialmente gli adptogeni: parliamo di ginseng, eleuterococco, rhodiola rosea, erbe che grazie al loro contenuto in principi attivi vanno ad agire su varie funzioni dell’organismo, con il risultato finale di far sentire meglio l’atleta, di permettergli di sopportare meglio i carichi di allenamento, di recuperare prima dalla fatica e di conseguenza di raggiungere più in fretta e mantenere più a lungo uno stato ottimale di forma. Queste erbe vengono frequentemente associate a quelle che abbiamo trattato precedentemente che favoriscono lo sviluppo e il rafforzamento muscolare, perché una muscolatura più sviluppata e allenata consente di migliorare le prestazioni (maggiore forza contrattile della fibra, maggiore riserva funzionale, minore sviluppo di acido lattico nella cellula ).

 

Nel  2° gruppo si usano essenzialmente sempre erbe adaptogene, però associate a erbe specificamente stimolanti (in genere ricche in caffeina e simili) come guaranà, cola, matè ecc.(anche lo stesso cacao contiene caffeina); il tutto deve poi essere associato a zuccheri semplici e complessi che possano rifornire l’organismo di “carburante” durante tutto lo sforzo (ad es. miele, maltodestrine, fruttosio, zucchero, glucosio ecc) : lo scopo di questi preparati è quello di attivare il metabolismo che è più pronto a sostenere l’organismo durante lo sforzo e dare una sensazione di carica ed energia che stimoli l’atleta a raggiungere i suoi limiti. Una associazione che si è rivelata molto proficua ad es. è quella fra guaranà ed eleuterococco, sciolti in miele (eventualmente con pappa reale): il miele è ricco di zuccheri semplici e complessi  che forniscono un ottimo combustile a breve e lunga durata per l’organismo; il guaranà risulta un ottimo stimolante; l’eleuterococco oltre ad un’azione adattogena che permette all’organismo di meglio adattarsi ai ritmi elevati di funzionamento tipici dell’attività sportiva, ha un’azione stabilizzante sulla glicemia, che può risultare determinante per tollerare meglio l’affaticamento.

Risulta poi veramente importante per chi svolge un’attività sportiva reintegrare i sali minerali persi con la sudorazione, come risulta altrettanto importante, anche se meno immediato ed eclatante come effetto, assumere antiossidanti naturali, ossia composti che vadano a neutralizzare i radicali superossido che si formano durante l’attività metabolica intensa e che a lungo andare, se non controbilanciati, possono portare a un invecchiamento precoce, visibile prima sulla pelle, ma poi anche sul sistema cardiovascolare: la natura è veramente prodiga di questi elementi, dalla frutta e verdura classici ai più moderni multivitaminici ricchi in vit. C, vit. E e selenio, alle piante ricche in bioflavonoidi, antocianosidi, che vanno a svolgere un’azione risparmiatrice e riattivatrice sulle vitamine stesse e sui naturali meccanismi dell’organismo neutralizzanti i radicali liberi, oltre ad andare a proteggere specificamente il tessuto connettivo, che nello sportivo è sempre altamente sollecitato; possiamo citare ad esempio fra queste piante: acini d’uva, mirtillo, vite rossa, rosa canina, tè verde, rododendrum caucasicum ecc.

Citiamo solo da ultimo l’importanza di piante ad azione antinfiammatoria, tipo artiglio del diavolo, boswellia serrata, spirea ulmaria, che possono risultare utili coadiuvanti nel trattare disturbi articolari o muscolari dovuti allo stress imposto dall’attività fisica su queste strutture dell’organismo (in questo senso risultano ottime associazioni fra piante ad azione antiossidante e vitaminica e piante ad azione antinfiammatoria).