ALOE E SEMI DI POMPELMO

 
L’aloe è largamente utilizzato in questi ultimi anni per la preparazione di succhi o soluzioni a cui vengono attribuite le più disparate proprietà; innanzitutto bisogna tener presente che quando si parla di succo di aloe vera, si intende il succo della parte interna della foglia, escludendo la pellicola esterna (ricca in Aloina, ossia quel potente purgante utilizzato fino a qualche anno fa unitamente alla Senna di cui ne condivide le proprietà catartiche tipiche delle droghe antrachinoniche). Quindi il succo di aloe vera non ha proprietà purganti. Il principio attivo che invece lo caratterizza è l’ACEMANNAN, un polisaccaride presente nella foglia fresca e anche nei prodotti di estrazione, se questi vengono ottenuti con metodiche adatte (ossia a freddo).

L’aloe viene utilizzato sia esternamente che internamente.

 

PER USO ESTERNO sono note le sue proprietà cicatrizzanti, emollienti, disinfettanti, idratanti e inoltre antibatteriche e antimicotiche: per ciò viene convenientemente utilizzato su scottature o bruciature, piaghe, eritemi o pruriti cutanei, o per rinnovare e purificare la pelle

 

PER USO INTERNO ha diversi campi di applicazione: è un regolatore gastrointestinale, nel senso che è adatto a trattare ulcere gastriche o duodenali, gastriti o coliti o enteriti; potenzia la flora microbica intestinale; potenzia il sistema immunitario e attiva le funzioni drenanti linfatiche; ha una certa attività ipoglicemizzante (adatta quindi ai diabetici) grazie alla sua attività di stimolatore il drenaggio viene convenientemente utilizzato per purificare la pelle dall’interno o depurare l’organismo e per ridurre i disturbi artritici e reumatici.   L’unione di Aloe vera con Estratto di semi di pompelmo ne esalta le proprietà depurative, immunostimolante e antimicrobiche.   L’estratto di semi di pompelmo infatti è molto utilizzato negli Stati Uniti (conosciuto come GSE) per le sue spiccate proprietà germicide e fungicide a concentrazioni assolutamente non tossiche (al contrario di altri prodotti il cui utilizzo è reso impossibile dalla loro forte tossicità): lo si ritrova in prodotti per la disinfezione cutanea (anche di mucose), ospedaliera, ambientale; unito come conservante assolutamente naturale in prodotti alimentari o cosmetici; in prodotti detergenti con azione disinfettante; in prodotti per uso orale con attività antimicrobica a livello gastrointestinale (utili quindi sia per ulcere gastriche, che hanno spesso il loro agente eziologico nel Helicobacter pilori, sia per dissenterie o enteriti in genere); si è inoltre osservato che il GSE stimola anche le difese immunitarie (stimolerebbe al produzione di interferon) e agisce come blando depuratore.   Quanto sopra riportato spiega come l’unione di questi 2 prodotti naturali possa risultare sinergica soprattutto nel trattamento di disturbi a carico del sistema gastrointestinale.